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Futuro Prossimo :verified:@mastodon.uno to Ambiente - Mobilità sostenibile e innovazione green@diggita.com · 13 days ago

Il ritorno del nucleare in Italia entra in una nuova fase. Dopo il sì della Camera a giugno, il disegno di legge delega di Pichetto Fratin arriva al Senato entro l'estate, e i decreti attuativi sono

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Il ritorno del nucleare in Italia entra in una nuova fase. Dopo il sì della Camera a giugno, il disegno di legge delega di Pichetto Fratin arriva al Senato entro l'estate, e i decreti attuativi sono

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Futuro Prossimo :verified:@mastodon.uno to Ambiente - Mobilità sostenibile e innovazione green@diggita.com · 13 days ago
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Il ritorno del nucleare in Italia entra in una nuova fase. Dopo il sì della Camera a giugno, il disegno di legge delega di Pichetto Fratin arriva al Senato entro l’estate, e i decreti attuativi sono attesi entro dicembre. Il governo punta sui reattori modulari da 300 megawatt, con primi impianti operativi tra il 2033 e il 2035.

https://www.futuroprossimo.it/2026/08/nucleare-in-italia-senato-al-voto-reattori-tra-2033-e-2035/

@ambiente @tecnologia

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  • Marco@mastodon.uno
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    12 days ago

    @futuroprossimo @ambiente @tecnologia
    I dubbi sono parecchi e non sull’utilizzo dell’energia nucleare:

    1. i reattori modulari sono una tecnologia poco sperimentata (in termini di efficacia e sicurezza)
    2. i costi di costruzione. Nel 2023 l’azienda NuScale ha abbandonato il progetto di costruzione dopo che i costi sono aumentati da 5 a 9 miliardi di dollari. In Canada se ne sta costruendo uno, ma il costo dell’impianto è alto
    3. scorie e mafia dei siti di stoccaggio
    • Futuro Prossimo :verified:@mastodon.unoOP
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      12 days ago

      @AnotherJoe @ambiente @tecnologia stessi dubbi che solleviamo anche noi nell’articolo

  • Pierrette@mastodon.uno
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    12 days ago

    @futuroprossimo @ambiente @tecnologia
    Che deficienti

  • NikFil@mastodon.uno
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    13 days ago

    @futuroprossimo @ambiente @tecnologia ma non ci sarebbero un po’ di referendum già votati a bloccare il tutto?

    • Marco@mastodon.uno
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      12 days ago

      @NikFil @futuroprossimo @ambiente @tecnologia

      ahimè come il referendum sull’acqua pubblica… già nel 2011 avremmo dovuto sollevare la testa

    • Futuro Prossimo :verified:@mastodon.unoOP
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      12 days ago

      @NikFil @ambiente @tecnologia l’iniziativa del governo non si blocca per i referendum. Più che altro, occorrerà poi interpellare di nuovo gli italiani.

  • oqdu@mastodon.uno
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    12 days ago

    @futuroprossimo @ambiente @tecnologia

    Invito tutti a consultare https://app.electricitymaps.com/

    Mostra in tempo reale il mix elettrico e l’impronta carbonica dei vari Paesi.

    La Francia emette pochissimo grazie anche al nucleare; la Germania, dopo aver chiuso le proprie centrali, resta più dipendente da carbone e gas e presenta un’intensità carbonica molto superiore.

    Bisogna essere pragmatici e giudicare le tecnologie dai risultati, non dagli slogan ideologici.

    • Futuro Prossimo :verified:@mastodon.unoOP
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      12 days ago

      deleted by creator

    • AV :tux: :linuxmint:@mastodon.uno
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      11 days ago

      @oqdu @futuroprossimo @ambiente @tecnologia in Francia sono un crisi con i costi. L’energia prodotta di notte viene svenduta. Hanno problemi di raffreddamento delle centrali a causa del surriscaldamento dell’ambiente ed alcune sono state spente.
      Il combustibile dovrebbe essere acquistato in gran parte dalla Russia perché l’Italia non ha l’uranio (alla faccia dell’indipendenza energetica)

      • oqdu@mastodon.uno
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        11 days ago

        @L_Alberto @futuroprossimo @ambiente @tecnologia

        Nel 2025 il MWh spot medio valeva 61€ in Francia, 89€ in Germania e 116€ in Italia.
        La Francia ha esportato 92,3 TWh netti a 59€/MWh in media, quasi il prezzo interno; altro che “svendita”.

        L’intensità carbonica dell’elettricità consumata era 32 gCO₂e/kWh contro 285 in Italia e 335 in Germania.

        I tagli per il caldo sono episodici e l’uranio può arrivare anche da Canada e Australia, non necessariamente dalla Russia.

        Ad averceli questi problemi!

        • AV :tux: :linuxmint:@mastodon.uno
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          10 days ago

          @oqdu @futuroprossimo @ambiente @tecnologia https://www.valigiablu.it/nucleare-costi-tempi-francia-dibattito-italia/

        • AV :tux: :linuxmint:@mastodon.uno
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          9 days ago

          @oqdu @futuroprossimo @ambiente @tecnologia ho letto un buon articolo, molto obiettivo, ma che non trovo più.
          Era una analisi della situazione molto ben fatta e che riportava tutti i dati ed i riferimenti. Non sono per niente rose e viole.
          La maggior parte dell’uranio è un zona Russia è stati limitrofi. In ogni caso non abbiamo l’indipendenza energetica: invece di elemosinare il gas, lo faremo con l’uranio

    • Futuro Prossimo :verified:@mastodon.unoOP
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      12 days ago

      @oqdu @ambiente @tecnologia fantastico spunto! Repostiamo

  • Marco@mastodon.uno
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    12 days ago

    @futuroprossimo @ambiente @tecnologia
    Tutto è fattibile (quasi tutto), ma devono coinvolgere esperti del settore (senza conflitti di interesse) e non prendere decisioni (usando un francesismo) alla “cazzo di cane”.

  • oqdu@mastodon.uno
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    13 days ago

    @futuroprossimo @ambiente @tecnologia Chernobyl ha segnato il dibattito per decenni, ma i dati mostrano che il nucleare, considerando anche gli incidenti, è tra le fonti più sicure e a minori emissioni. Non è l’unica soluzione, ma è una fonte programmabile che può affiancare solare ed eolico, riducendo il bisogno di accumuli, reti e centrali di riserva. Ben venga una discussione basata sui dati, non sulla paura.

    Infografica di Our World in Data che confronta mortalità ed emissioni delle fonti energetiche. Morti per TWh: carbone 24,6; petrolio 18,4; biomassa 4,6; gas 2,8; nucleare 0,07; eolico 0,04; idroelettrico e solare 0,02. Emissioni in tonnellate di CO₂ equivalente per GWh: carbone 820; petrolio 720; gas 490; biomassa 78–230; idroelettrico 34; solare 5; eolico 4; nucleare 3. Il dato sul nucleare include Chernobyl, Fukushima e gli incidenti professionali.

    • oqdu@mastodon.uno
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      13 days ago

      @futuroprossimo @ambiente @tecnologia Senza nucleare servirebbero più accumuli e infrastrutture, quindi più litio, rame, grafite, alluminio, ferro, fosforo e, secondo le batterie, nichel, manganese e cobalto. Il Deposito Nazionale serve comunque: i rifiuti radioattivi derivano anche da medicina nucleare, radioterapia, diagnostica, sterilizzazione, controlli industriali, ricerca e dallo smantellamento dei vecchi impianti.

Ambiente - Mobilità sostenibile e innovazione green@diggita.com

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