Il ritorno del nucleare in Italia entra in una nuova fase. Dopo il sì della Camera a giugno, il disegno di legge delega di Pichetto Fratin arriva al Senato entro l’estate, e i decreti attuativi sono attesi entro dicembre. Il governo punta sui reattori modulari da 300 megawatt, con primi impianti operativi tra il 2033 e il 2035.
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@futuroprossimo @ambiente @tecnologia Senza nucleare servirebbero più accumuli e infrastrutture, quindi più litio, rame, grafite, alluminio, ferro, fosforo e, secondo le batterie, nichel, manganese e cobalto. Il Deposito Nazionale serve comunque: i rifiuti radioattivi derivano anche da medicina nucleare, radioterapia, diagnostica, sterilizzazione, controlli industriali, ricerca e dallo smantellamento dei vecchi impianti.