In un clima crescente di razzismo e disumanità, sbandierati come fosse un valore, noto due macrocategorie:
- persone (mal)pensanti, ovvero gente che pensa e s/ragiona facendo propri pregiudizi e creare un clima di paura per tornaconto personale, alcuni politici per esempio.
- Poi i non/pensanti, quelli che ti coprono di insulti sui social. Gli individui compresi in questo secondo macrogruppo non hanno alcun tornaconto che possa giustificarli, li muove solo la rabbia che, unita all’ignoranza, non offre soluzioni a chi soccombe all’insoddisfazione della propria esistenza, alla fortissima sensazione di aver sbagliato tutto nella vita: lavoro amici moglie/marito. E di non avere la forza morale, non averla mai avuta, di rischiare. Privi di coraggio, hanno vissuto lasciandosi trasportare dalla corrente senza scegliere, fino a sbattere contro gli scogli. Non essendo capaci di salvarsi rispondono con la rabbia, l’acredine contro chiunque in qualsiasi modo li metta di fronte al loro personale fallimento. Ripetono così come pappagalli ciò che alcuni politici nella maniera più becera offrono alla loro frustrazione. E questi sono quelli che più mi preoccupano.


@elettrona @attualita
Sì, se tornaconto c’è sta proprio nell’illusione di rompere la trista solitudine in cui si sono cacciati per la loro stessa paura di vivere. Più che un tornaconto sembra si tratti di una terapia che altrimenti non possono permettersi.
@emama @attualita quei personaggi sono quelli che se parli di psicologo, fanno i ganzi “ma gli psicologi sono per quelli che si fanno seghe mentali”. Quello loro cos’è invece? Onanismo filosofico?