In un clima crescente di razzismo e disumanità, sbandierati come fosse un valore, noto due macrocategorie:
- persone (mal)pensanti, ovvero gente che pensa e s/ragiona facendo propri pregiudizi e creare un clima di paura per tornaconto personale, alcuni politici per esempio.
- Poi i non/pensanti, quelli che ti coprono di insulti sui social. Gli individui compresi in questo secondo macrogruppo non hanno alcun tornaconto che possa giustificarli, li muove solo la rabbia che, unita all’ignoranza, non offre soluzioni a chi soccombe all’insoddisfazione della propria esistenza, alla fortissima sensazione di aver sbagliato tutto nella vita: lavoro amici moglie/marito. E di non avere la forza morale, non averla mai avuta, di rischiare. Privi di coraggio, hanno vissuto lasciandosi trasportare dalla corrente senza scegliere, fino a sbattere contro gli scogli. Non essendo capaci di salvarsi rispondono con la rabbia, l’acredine contro chiunque in qualsiasi modo li metta di fronte al loro personale fallimento. Ripetono così come pappagalli ciò che alcuni politici nella maniera più becera offrono alla loro frustrazione. E questi sono quelli che più mi preoccupano.


@emama @attualita non avrei saputo descriverlo meglio! Oltretutto è proprio la stimolazione dei sentimenti di rabbia/odio e paura che muovono gli animi (quasi) senza riflettere e agendo di pancia. Una delle moltissime leve che le piattaforme di social media utilizzano da tempo. Eppure è così difficile fermarsi e riflettere un momento?
@AnotherJoe @attualita se lo facessero si troverebbero a dover prendere consapevolezza del proprio fallimento