Tra gli indie più particolari degli ultimi mesi, Mouse: P.I. for Hire è sicuramente uno di quelli che riesce a catturare immediatamente l’attenzione. Basta guardare pochi secondi di gameplay per capire il motivo: un mix tra cartoon anni ’30 alla Steamboat Willie, noir hardboiled e sparatutto rétro in stile Doom e Quake. Sulla carta sembra un’idea incredibile. E per molte ore lo è davvero.

Il problema è che, col passare del tempo, tutta questa estetica meravigliosa e il continuo bombardamento di citazioni non bastano più a sostenere un gioco che finisce per trascinarsi ben oltre il necessario.

LEGGI LA RECENSIONE: Mouse: P.I. for Hire Recensione – Un noir cartoon affascinante che però si trascina troppo a lungo