Il piano di circolazione, ovvero come rendere la vita (apparentemente) più complicata agli automobilisti,
la migliora per tutti
https://www.youtube.com/watch?v=bgKokpZMFnU
Nel 1977 la città di #Groningen fece una cosa inaudita, per l’epoca: divise il centro in 4 settori, impedendo al #traffico motorizzato privato di passare da un settore all’altro, rendendo così impossibile attraversare il centro in auto.
Fu una scelta controversa: come succede tuttora, molti, soprattutto i commercianti, protestarono con vigore; e, come è successo tutte le volte, alla fine fu evidente che, con poche auto in giro, le strade si riempirono di vita, di persone ed attività.
La scelta fu lungimirante: le strade non come “arterie” per le auto, ma come spazi condivisi, da vivere. All’epoca non era facile capirlo, nel pieno dell’espansione dell’auto privata.
Di recente Ghent ha adottato un piano simile, e i risultati sono stati straordinari:
https://www.headingtonliveablestreets.org.uk/the-innovative-way-ghent/
Eppure in Italia un’idea del genere è ancora tabù, anche se molte città hanno zone pedonali centrali che, di fatto, ottengono risultati simili.


@rivoluzioneurbanamobilita @energia da noi fidioti
https://www.virgilio.it/notizie/fdi-a-roma-organizza-la-sfilata-in-macchina-contro-le-zone-30-il-16-novembre-giorno-dei-morti-sulle-strade-1714154